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Colloqui con re Umberto di Nino Bolla

Colloqui con Re Umberto – di Nino Bolla – 14

By Febbraio 3, 2021Gennaio 24th, 2022No Comments

di Nino Bolla

  • Hitler e le sue intenzioni verso Casa Savoia

Il viaggio di Hitler in Italia valse ad accentuare il dualismo esistente tra il Re ed il Duce.

“Dopo il ritorno in Germania il fuhrer accentuò la sua animosità contro la monarchia italiana, ricorrendo persino al Principe d’Assia, e , con la scusa di gettare i ponti per una collaborazione con Casa Savoia, perseguì lo scopo di sfruttare la parentela di mio cognato per tranquillare la corte e preparane meglio l’eliminazione. Perché di vera e propria eliminazione si trattava in base alle rivelazioni del Piano Skorzeny, come vedrà poi”.

Tace un istante; s’accorge che il mio amico fumatore accanito, istintivamente ha estratto il portasigarette (il colloquio dura da più di un’ora e mezzo) ma per riporlo subito giacché il Re non fuma. Ma Umberto II chiede una sigaretta, l’accende, consentendo così anche a noi di fare altrettanto, poi spegne la sua.

“Dopo gli avvenimenti del 25 luglio, che avevano colto quasi di sorpresa Hitler, malgrado Kappler e tutto l’apparato della Gestapo, l’ambasciatore Von Mackensen e il maresciallo Kesserling, compresi delle esigenze locali, si sforzavano di poter trovare un modus vivendi, perché la collaborazione italo-tedesca continuasse con il concorso della Monarchia; però a Berlino l’accaduto veniva considerato non come un fatto interno alla vita italiana ma come un tradimento vero e proprio e provocava una violentissima reazione. Legga!”

Dal documento in parola si rileva :

  1. a)lo Stato Maggiore del Reich decideva l’invio precauzionale di truppe nella Valle Padana ( divisione SS Leibstandarte) e a Pratica di Mare ( la divisione paracadutisti al comando del Gen. Student), invio che venne mascherato naturalmente come rinforzo delle truppe già in marcia verso il settore Sud;
  2. b)gli organi politici, dopo lunghi colloqui con Hitler, con Himmler e Kaltenbrunner, ordinava lo spostamento nelle vicinanze di Roma, e precisamente a Frascati, ove si trovava lo stato maggiore di Student, di un fidatissimo gruppo di 50 ufficiali e sottufficiali delle SS, tolto dalle Spezial Einholten Fuhrer Sonderein Satz (truppe scelte per impieghi speciali) e il comando del gruppo venne affidato al noto SS Sturminn Skorzeny, creatura di Kaltenbrunner, che capeggiò poi il gruppo tedesco che liberò Mussolini da Campo Imperatore.

“I compiti che con questo piano erano affidati a Skorzeny non riguardavano soltanto l’eliminazione della Famiglia Reale ma di tutte le persone che, in un modo o nell’altro, s’erano dimostrate contrarie alla guerra ed al suo proseguimento.

Skorzeny giungeva a Frascati tra il 28 ed il 29 luglio. Da quel giorno, e fino all’annuncio dell’armistizio, Roma visse continuamente sotto la minaccia di una notte di San Bartolomeo.

Fu l’armistizio di Cassibile a rendere impossibile l’esecuzione totale del piano Skorzeny che venne applicato invece, sin dove possibile con la liberazione di Mussolini e con numerosi arresti susseguiti nella Capitale dopo il 14 settembre”.

Medita qualche istante, poi conclude:

“ Non è un sipario di sangue, ma l’oblio dei tristi giorni che deve calare tra il popolo tedesco ed il popolo italiano.

Umberto II si alza, s’affaccia al balcone, ci chiama con il gesto. Le tre principessine sono rientrate dalla Messa ed ora Maria Beatrice, e Maria Gabriella, sotto lo sguardio vigile e sorridente della sorella maggiore, Maria Pia giocano con due bellissimi cani.